assegno

L’assegno senza provvista e l’assegno senza autorizzazione. La disciplina sanzionatoria

Le caratteristiche fondamentali dell’emissione degli assegni e le relative sanzioni.

Il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 ha radicalmente cambiato la legge in materia di assegni, che aveva giA� subito una riforma alcuni anni prima (legge 15 dicembre 1990, n. 386). Al titolo V A? stata introdotta la “Riforma della disciplina sanzionatoria relativa agli assegni bancari e postali”.A� Con riguardo alla��emissione diA�assegni senza provvista, si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma cha va da 516,45 a 6197,48 euro a seconda che l’assegno emesso sia inferiore o superiore a 10.329,00 euro; la sanzione amministrativa accessoria consistente nell’interdizione dall’esercizio di attivitA� professionale o imprenditoriale, nell’interdizione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e infine la revoca delle autorizzazioni che si traduce nel divieto, della durata di sei mesi, di stipulare convenzioni di assegno con il traente e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l’iscrizione nell’archivio, anche se emessi nei limiti della provvista.A� Per quanto attiene all’emissione di assegniA�senza autorizzazioneA�va rilevato che le sanzioni sono sostanzialmente le stesse con un inasprimento del 100% della sanzione amministrativa che puA? arrivare quindi fino a 12.395,00 euro.A� Per completezza si ricorda che ricorre l’ipotesi di assegno privo di autorizzazione in caso di emissione di titolo quando: a) il conto A? stato chiuso precedentemente all’emissione; b) il conto A? stato acceso in assenza di convenzione di assegni; c) il titolo A? stato revocato prima dell’emissione; d) vi A? stata una revoca aziendale all’emissione; e) A? stato ricevuto un preavviso di revoca per assegno emesso precedentemente a quello in esame; f) assegno emesso su conto intestato ad altro soggetto o altre motivazioni che non giustifichino l’emissione di un assegno.A� In entrambi i casi il soggetto traente viene diffidato alla CAI. Si rammenta, in proposito, che sono appunto due le fattispecie che possono generare la��iniziativa da parte del sistema bancario per la registrazione negli archivi CAI: l’emissione diA�assegno senza autorizzazioneA�e l’emissione diA�assegno senza provvista:

  • Nel caso diA�assegno emesso senza autorizzazione, la��iscrizione avviene entro il termine di 20 giorni dal momento di presentazione della��assegno per il pagamento;
  • Nel caso di emissione diA�assegno senza provvista, una volta presentato infruttuosamente il titolo nei tempi previsti dalla Legge sulla��Assegno (si ripete, 8 giorni per gli assegni pagati sullo stesso Comune di emissione, 15 giorni per gli altri), indipendentemente dal fatto che si consegni il titolo o meno per il protesto o azione equivalente, la banca provvederA� ad inviare ilA�preavviso di revoca.

Nel caso in cui, inviato il preavviso di revoca, la��assegno non venga pagato nel termine diA�60 giorni dalla data di scadenza di presentazione del titoloA�(concretamente: 60+8 =A�68 giorniA�dalla data di emissione per gliA�assegni su piazza, 60+15 =A�75 giorniA�dalla data di emissione per gliA�assegni fuori piazza), la banca iscriverA� il nominativo alla CAI.A� La presentazione al pagamento presso la banca trattaria fuori dai termini degli 8 e 15 giorni, non consente di ravvisare gli estremi di emissione senza provvista, e quindi non fa sorgere in capo alla banca trattaria gli obblighi della disciplina sanzionatoria.A� Va sottolineato che il pagamento, entro il termine dei 60 giorni, puA? essere effettuato:

  • nelle mani del portatore
  • del titolo;
  • presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto;
  • presso la Banca trattaria.

Il preavviso di revoca

Per come anticipato, il preavviso di revoca A? previsto per la sola ipotesi di emissione diA�assegno senza provvista. Tale comunicazione A? volta a rendere edotto il traente delle conseguenze derivanti dalla sua eventuale iscrizione in archivio (revoca di sistema e sanzioni amministrative) nonchA� della possibilitA� di evitarle attraverso il cosiddetto pagamento tardivo.A� In altri termini, il trattario A? tenuto a comunicare al traente che, alla scadenza del termine di 60 giorni previsto per il pagamento tardivo, ed in mancanza di prova idonea a confortare il sopravvenuto adempimento, il suo nominativo verrA� iscritto nella��archivio informatizzato CAI e che, a partire dalla stessa data, gli sarA� altresA� revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni.A� Nel preavviso di revoca il trattario sarA� tenuto, inoltre, ad indicare laA�data della��eventuale iscrizione in archivioA�(articolo 4, comma 5, reg. Banca da��Italia) invitando il traente a restituire a�?tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche e agli uffici postali che li hanno rilasciatia�?.A� Di fatto, il a�?preavviso di revocaa�? viene inviato sia nel caso di assegno consegnato per il protesto, sia nel caso di assegni non protestabili.A� Quanto alla forma, tale comunicazione deve avvenire mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.A� Il preavviso di revoca dovrA� essere inviato presso il cosiddetto a�?Domicilio elettoa�?, ossia la��indirizzo stabilito dal traente, indicato alla��atto della conclusione della convenzione di assegno, entro 10 giorni dalla presentazione, anche in via telematica, della��assegno al pagamento. Qualora venga constatata la��impossibilitA� di eseguire la menzionata comunicazione presso il domicilio del traente, la normativa precisa che essa deve considerarsi come avvenuta.

I profili di responsabilita’ delle banche

La��articolo 35 del D.lgs. n. 507/1999, nel riformulare la��articolo 10 della legge n. 386/1990, prevede cheA�il trattario sia obbligato in solido con il traenteA�a pagare gli assegni emessi da questa��ultimo quando:

  • ometta o ritardi la��iscrizione nella��archivio ai sensi della��articolo 10-bis della legge citata;
  • autorizzi il rilascio di moduli di assegni in favore di un soggetto il cui nominativo risulti iscritto nella��archivio, ovvero provveda al conferimento di una nuova autorizzazione prima della scadenza del termine semestrale dalla��iscrizione del nominativo in archivio.

La previsione in commento limita la responsabilitA� della banca ad un importo pari a 20 milioni di lire (oggi euro 10329,14) per ogni titolo.A� Come puA? agevolmente evincersi, la��obbligazione solidale del trattario ricorre in presenza di due tipologie di condotta:

  • una di carattere omissivo, ossia la��omessa o ritardata iscrizione nella��archivio;
  • la��altra di natura commissiva, ossia la��autorizzazione al rilascio di moduli di assegni oppure conferimento di una nuova autorizzazione a favore di un soggetto revocato.

Conseguentemente, il portatore del titolo, sulla base dei principi generali che disciplinano le obbligazioni solidali passive, potrA� rivalersi indifferentemente nei confronti del traente o del trattario.

La comunicazione al prefetto

Nella��ipotesi di assegni senza autorizzazione o senza provvista il pubblico ufficiale che abbia levato il protesto, oppure la banca trattaria nel caso in cui non sia stato levato protesto, sono tenuti a trasmettere al Prefetto territorialmente competente una apposita comunicazione per la��applicazione delle sanzioni amministrative.A� PiA? precisamente, il nuovo articolo 8-bis della legge n. 386/1990, introdotto dalla��articolo 33 del D.lgs. n. 507/1999, stabilisce che, nei casi di emissione di assegni senza autorizzazione, si procede a far levare il protesto o ad effettuare la constatazione equivalente, e pertanto, spetta al pubblico ufficiale inviare il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto.A� Tuttavia, nei casi in cui non sia stato levato il protesto o non sia stata effettuata la constatazione equivalente in quanto, ad esempio, la��assegno A? pervenuto fuori dei termini per il protesto, le banche, nel caso in cui la��assegno sia comunque sanzionabile, sono tenute ad informare direttamente il Prefetto.A� La segnalazione, inA�questa fattispecie, deve essere effettuata immediatamente.A� Nella��ipotesi in cui siano stati emessi assegni senza provvista, la banca provvede a comunicare il mancato pagamento al pubblico ufficiale perchA� questo levi il protesto oppure effettui la constatazione equivalente. Di conseguenza, compete al pubblico ufficiale, decorso infruttuosamente il termine di 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, trasmettere il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto del luogo di pagamento della��assegno.A� Tuttavia, nel caso in cui non venga levato il protesto a�� ad esempio perchA� sul titolo A? stata apposta la clausola a�?senza spesea�? o a�?senza protestoa�?, o non sia stata effettuata la constatazione equivalente – incombe sulla banca il dovere di informare il Prefetto, decorso inutilmente il termine di 60 giorni entro i quali A? consentito effettuare il pagamento tardivo.A� Attese le difficoltA� riscontrate nella prima fase di applicazione della normativa recata dal D.lgs. n. 507/1999 in relazione alla disomogeneitA� dei dati che la comunicazione in parola doveva riportare, il Ministero della��interno, con circolare M/6326/58 del 20 novembre 2001, ha divulgato un modello standard per rendere uniforme il contenuto della��informativa e la relativa comunicazione da trasmettere al Prefetto.

 

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